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20110614

collaelleminuscola

La libertà è collocazione.

(leggi pure avendo in mente quella gran canzone di gaber. poi rifletti. scappa)

20100115

thanks giving

I have to admire
that most abused of the human species:
the white American
middle-class
male.

as a writer
I have been criticized for
writing unkindly of
females;
other writers have been
criticized
for writing unkindly of
Blacks,
Orientals,
homosexuals,
lesbians,
Amerindians,
the aged,
the unborn
the newly
born
the lame
or the Chicanos
the Jews
the French
the Italians
the Greeks
the English
or the
whatevers.
actually,
making mild minor
sport of
or criticizing
almost any minority
group
has ruined the
careers of not only
writers but
politicians
sports commentators,
and people in
entertainment.

it is a touchy age.
everybody is on the
defensive.
you must not
speak unkindly about
us,
they say,
or
we will finish
you
off!

now for a writer,
this is a grade-a
hell.
a good writer
must simply let
it all go,
regardless.

if I find a Black
or a woman
or a dog
or a cripple
or a tree
or a child
or an Oriental
individually
obnoxious
I think it is my
duty to decribe
them as
such.

I often describe myself
as abnoxious,
for example.

I demand that all territories
be open for criticism!

I will not
be guilty of
treading
heavily
on the truth!

even so,
I still give everlasting
thanks
to the write American
middle-class
male
who can still be trashed and
insulted and
demeaned again and
again
and no one ever protests,
and he never protests,
he just doesn't give a
damn.

but, oh, says the
politically correct
chorus,
they're just too satisfied
writh their mundane
existence!

yes, some of them
are,
but not all of them.
some of them are
just heroic
as homosexuals
and lesbians
and feminists,
and Black,
and all the etceteras;
and in some cases,
even more
so.
but out white American
middle-class male
never protests
when I find him
out of
order.

but, says the
politically correct chorus,
that's because
he's running the
show!

maybe,
maybe not.

all I know is
that as a writer
he's a good and fair
and uncomplaining
target
for me.
I can abuse him
and punch
him,
I can lay him
low in the
poem,
I can abuse him
in stories, novels and
screenplays,
and he'll take it all
without a
whimper.
in out very restrictive
overprotective
society
it's great for a writer
to have one such wide-open
playground to play
around
in.

so again here's to
the white American middle-class
male,
the butt of
all the jokes,
the clown,
the brute,
the whatcher of tv,
the dog,
the drinker of beer,
the sexist pig,
the bumbling husband,
the fat-bellied
dim-witted
nincompoop
who will take every
possible abuse
and say
nothing,
he'll just
light a fresh
cigar,
shift uncomfortably in his
chair and try to
smile.

here's to this
forgotten
hero!

now, go
ahead,
hate
me.

Charles Bukowski

20091012

Errata corrige, ovvero: "¡...devo aver preso un abbalio!"

Ribellione
dionis [ domenica, 11 ottobre 2009 alle 16:24 ]
Recensione su CH1P

Come è solito in un racconto fantascientifico, specialmente senza alcun riferimento al contesto in cui esso avviene (il che porta a pensare, quasi amaramente, ad un futuro prossimo), vi è una certa critica ai valori e alla potenza del tempo odierno: la gente abbagliata da nuove comodità, garanzie - il piacere del prodotto nuovo - che quasi inconsapevolmente si troverà manipolata dai potenti. Od ancora più in senso lato: la moltitudine di gente abituata omogeneamente a pensare in un certo modo (il nuovo chip che, secondo il protagonista, controllerà i pensieri).

Ma il protagonista è diverso. Pur essendo vittima del sistema, si riconosce in altri, apprende di essere in trappola. La sua consapevolezza sarà la sua arma; tant'è che al termine della sua disavventura vi è, da parte dell'autore, un segnale, uno spiraglio di luce: le potenzialità mai sopprimibili da terzi (macchine od esseri umani che siano): l'ostinatezza, l'amor di sé, l'autocontrollo (=il controllo di sé). Il tutto si traduce nel suo suicidio, pur di rinunciarvici.

L'amara fine del protagonista e la citazione dell'autore stesso, portano a far riflettere il lettore su se stesso e la società in cui vive. Ribellione, insomma. Non così estrema, se possibile.

Beh. L'esimio, caro, autore in realtà parlava di schizofrenia paranoide. Visto?, fermarsi alle apparenze, non conoscere, dare per scontato che tutto sia scontato porta a cozzare duro contro la realtà: si fa presto a dire che sia cambiato, ma chi nasce tondo non muore quadrato.
Minchia! ho fatto pure la rima.. Ne terrò conto, prossima volta che mi travestirò da saccente.

Ed ora l'errata corrige: conoscendo la chiave di lettura, ora è tutto più semplice... (premetto che non ci saranno successivi errata corrige, quindi se questa non è OK, amen, D.).
Il messaggio è l'esatto opposto e molto meno largo. Si ferma a lui, che al massimo può rappresentare una minoranza se proprio bisogna cercare\trovare il senso ampio del racconto, succube del vociferare - strumento, se non di maggiore, di egual potenza dei mass media - contro il potere forte che grava sulla maggioranza. Tutto qui..
No?
...

Ok, parla di un povero stronzo con la schizofrenia paranoide che prende e s'ammazza. Vuoi la citazione della Treccani, così termino subito la parafrasi?!
È in questi momenti mi sento come quando improvvisavo le parafrasi in classe, durante l'ora di lettere: non l'azzeccavo mai come la prof. l'aveva spiegata, ma cazzo! un senso ce l'ha. Non credo che le cose possano avere un solo, unico senso! Facciamo le guerre - artificio tutto umano - anche a causa di misunderstanding. Suvvia! concedetemela un po' di elasticità.

20090829

Le mie zone erronee

La collana man mano che passa il tempo è sempre più tesa.. tra poco si romperà. Assomiglia a determinate situazioni che spesso mi capitano.
La consapevolezza del fatto che si tratta di situazioni autoimposte (inconsapevolmente) e distruttive, adesso aiuta un sacco.
Quel libro ha un non so che di empatico. Poi è scritto come scrivo io.. È come se leggessi cose che io stesso ho scritto. Sono sicuro che se anch'io conoscessi così a fondo l'argomento (e fossi nato trent'anni prima), quel libro porterebbe il mio nome.
È carina come sensazione.. Ti fa sentire meno solo (ed anche questo - dice il libro - è un sentimento distruttivo).

20090709

Franco Battiato - E Ti Vengo A Cercare


E ti vengo a cercare
anche solo per vederti o parlare
perché ho bisogno della tua presenza
per capire meglio la mia essenza.
Questo sentimento popolare
nasce da meccaniche divine
un rapimento mistico e sensuale
mi imprigiona a te.
Dovrei cambiare l'oggetto dei miei desideri
non accontentarmi di piccole gioie quotidiane
fare come un eremita
che rinuncia a sé.
E ti vengo a cercare
con la scusa di doverti parlare
perché mi piace ciò che pensi e che dici
perché in te vedo le mie radici.
Questo secolo ormai alla fine
saturo di parassiti senza dignità
mi spinge solo ad essere migliore
con più volontà.
Emanciparmi dall'incubo delle passioni
cercare l'Uno al di sopra del Bene e del Male
essere un'immagine divina
di questa realtà.
E ti vengo a cercare
perché sto bene con te
perché ho bisogno della tua presenza.

20090701

sincerità

"E voglio indifferenza se mai mi vorrai ferire."
Tiziano Ferro

Io dico di no.